Una Dieta Ipocalorica per guarire dal Diabete

Seguendo una Dieta Ipocalorica, sarebbe possibile guarire dal Diabete di tipo 2. Queste le conclusioni di uno studio condotto presso l’Università di Newcastle, in Inghilterra, coordinato dal professor Roy Taylor e pubblicato sulla rivista “Diabetology”.
Il team di ricercatori sostiene che, in base a quanto emerso dalla sperimentazione (ancora in corso) condotta su 11 pazienti affetti da questa patologia, la specifica dieta ipocalorica ideata per curare il diabete di tipo 2 è in grado di ridurre i livelli di grasso nel fegato e nel pancreas, in modo da procurare benefici diretti sul meccanismo dell’insulina.

Gli 11 volontari che hanno partecipato allo studio, che avevano ricevuto una diagnosi di diabete da non più di 4 anni, hanno seguito, per due mesi, una dieta che apportava solo 600 calorie quotidiane, mangiando esclusivamente verdure non amidacee come cavoli, broccoli e insalata.



Terminata la fase sperimentale, i partecipanti hanno ripreso a mangiare regolarmente, attenendosi ai suggerimenti degli studiosi sui cibi da scegliere e sulle porzioni. Tre mesi dopo, sono stati eseguiti degli esami di controllo, dai quali è emerso che ben 7 degli 11 partecipanti erano guariti dalla patologia.

Il professor Taylor dichiara che i risultati di questa ricerca sono straordinari, in quanto si è sempre sostenuto che il diabete di tipo 2 non fosse curabile. Invece, intervenendo soltanto sulla dieta, si è dimostrato che questa condizione è reversibile.
Il coordinatore dello studio sottolinea anche che occorreranno ulteriori approfondimenti per stabilire se la guarigione dei pazienti sia definitiva. Inoltre, per i prossimi test, sarà necessario ampliare il numero dei partecipanti alla sperimentazione, includendo anche soggetti che soffrono di diabete da un maggior numero di anni.
Inoltre, il professor Taylor tiene a sottolineare che la dieta ideata da lui e dal suo team di collaboratori non è certamente rivolta a tutti i pazienti affetti da diabete di tipo 2. Infatti, l’esperimento intendeva anzitutto verificare l’ipotesi secondo la quale un significativo dimagrimento comporta anche la guarigione dal diabete.



Secondo diversi diabetologi, la dieta ipocalorica messa a punto dai ricercatori inglesi non è concretamente attuabile come approccio terapeutico, dal momento che è possibile seguire questo regime alimentare solo per periodi di tempo brevi. Difatti, la quantità minima di calorie necessarie per la sopravvivenza è di almeno 800 al giorno, mentre la dieta proposta dai ricercatori inglesi apporta quotidianamente, come già ricordato, solo 600 calorie.

Naturalmente, l’alimentazione gioca un ruolo di primo piano nella prevenzione e nella cura del diabete: seguendo una dieta ipocalorica meno drastica e praticando con regolarità dell’attività fisica, le probabilità di insorgenza del diabete risultano dimezzate.

E la prevenzione del diabete è un aspetto sempre più rilevante. Basti pensare che, durante il 71° congresso dell’American Diabetes Association (Ada), svoltosi poche settimane fa a San Diego, gli esperti hanno lanciato un allarme, comunicando che questa patologia è in continua crescita: i diabetici nel mondo ammontano a oltre 350 milioni e si stima che, entro il 2030, il numero di pazienti sia destinato a raddoppiare, raggiungendo quota 700 milioni.
Il diabete di tipo 2 rappresenta l’85-95% dei casi di diabete registrati.

Fondamentale anche una diagnosi precoce di questa patologia: quanto prima si riesce a diagnosticare il diabete, tanto maggiori sono le possibilità di ridurre i rischi che esso provoca, come quello di subire danni ai reni o alla retina e di sviluppare malattie cardiovascolari, andando incontro a infarti e ictus.

Di Giuseppe Iorio

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