La Dieta Metabolica

L’avvicinarsi della stagione estiva e della temutissima prova costume conduce, ogni anno, a un moltiplicarsi di consigli strategici sui regimi alimentari da adottare per riuscire a perdere i chili di troppo accumulati durante l’inverno e ottenere, nel minor tempo possibile, un corpo tonico e armonioso.
Così, negli ultimi anni, stanno proliferando piani alimentari che risultano talora controversi perché, se da un lato ci consentono di migliorare la nostra linea, dall’altro possono determinare delle carenze nutrizionali.


Uno dei regimi alimentari più discussi è costituito dalla cosiddetta “Dieta Metabolica”, la cui ideazione si deve al medico italo-canadese Mauro Di Pasquale. Come indica il nome, si tratta di una dieta il cui fine primario è quello di accelerare il metabolismo, rendendo più semplice e veloce il dimagrimento.
Alla base della dieta metabolica vi è una drastica diminuzione dell’apporto giornaliero di carboidrati e un incremento di alimenti ad alto contenuto proteico.
La dieta metabolica ha una durata di un mese, durante il quale si possono perdere circa 5 chili. Non si tratta, però, semplicemente di una dieta dimagrante. Basandosi sull’accelerazione del metabolismo e sull’aumento dell’assunzione di proteine, infatti, il piano alimentare metabolico consente il mantenimento dei risultati anche a fine dieta e conduce a un aumento della massa magra.

Ma in cosa consiste, nello specifico, la dieta del dottor Di Pasquale? Si tratta di un piano alimentare che prevede un apporto giornaliero di 1200 calorie, distribuite in tre pasti principali e due spuntini.
La dieta si struttura in un prima fase suddivisa in dodici giorni di “scarico”, in cui sarà limitato drasticamente l’apporto glucidico. In questi dodici giorni, l’assunzione quotidiana di macronutrienti sarà costituita dal 50-60% di grassi, dal 30-50% di proteine e da soli 30 grammi di carboidrati.
Alla fase di scarico seguirà una fase di “carico”, della durata di due giorni. Questa fase prevede un apporto giornaliero di macronutrienti rappresentata dal 35-55% di carboidrati, dal 25-40% di grassi e dal 15-30% di proteine. Terminata la prima fase, si passerà alla seconda, durante la quale il periodo di scarico si riduce a cinque giorni, a cui seguiranno due giorni di carico.

La rigida limitazione dei carboidrati porta il nostro organismo a uno stato di chetosi, durante cui il corpo, privo dell’energia garantita dagli zuccheri, è costretto a bruciare i propri grassi.
Lo stato di chetosi conduce a una diminuzione della fame ma anche a frequenti cali di energia. È per questo motivo che quello metabolico non può e non deve essere un regime alimentare a lungo termine. Trascorso un mese, occorrerà seguire una dieta di mantenimento di tre settimane, in cui l’apporto calorico dovrà essere aumentato fino a 1500 calorie giornaliere.


Dopo averne illustrato le caratteristiche, dobbiamo evidenziare che la dieta metabolica del dottor Di Pasquale è decisamente controversa e soggetta a forti critiche da parte dei non pochi detrattori, che la ritengono scorretta sul piano alimentare e salutare e che tengono a sottolineare gli effetti collaterali che un tale regime può avere sul nostro organismo.
Venendo a mancare i carboidrati, infatti, si potranno avvertire nausea, cefalea ed eccessiva stanchezza. Basandosi su un aumento delle proteine e dei grassi, inoltre, il piano alimentare metabolico può provocare danni renali e, a causa dell’inevitabile aumento del colesterolo, incrementare il rischio di problemi cardiovascolari. È dunque sempre necessario rivolgersi al proprio medico di fiducia o a un nutrizionista prima di iniziare una simile dieta.

di Giuseppe Iorio



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