Amaranto, per gli amanti dei cibi biologici e non solo

Noto per essere uno degli pseudocereali più antichi tra quelli utilizzati dall’uomo, l’Amaranto è una pianta originaria dell’America centrale, suddivisa in sessanta specie, delle quali solo tre commestibili (Amaranthus caudatus, Amaranthus cruentus e Amaranthus hypochondriacus).
Studi archeologici hanno dimostrato che, in combinazione con mais e quinoa, l’amaranto costituiva l’alimento più importante della dieta di Inca e Aztechi, i quali ne apprezzavano non solo le virtù nutrizionali, ma anche quelle magico-rituali.
Fu probabilmente il retaggio culturale della pianta a spingere i colonizzatori a osteggiarne la coltivazione, che venne vietata. Tale divieto è forse all’origine della scarsa conoscenza e diffusione dell’amaranto nel corso dei secoli.

Ancora oggi, il suo impiego culinario è limitato ai cultori di alimenti biologici, mentre è del tutto sconosciuto alla stragrande maggioranza dei consumatori. Alcuni studiosi ritengono che l’amaranto fosse diffuso anche presso gli antichi Greci, che ne veneravano le origini divine.
Il nome “amaranto”, in effetti, deriva dalla parola greca amaranthos, che significa “che non appassisce mai”.


Amaranto: Proprietà Nutrizionali e Benefici

Le molteplici proprietà dell’amaranto ne fanno un alimento davvero sui generis, in grado di sopperire a diverse carenze nutrizionali e di adattarsi a quasi ogni tipo di dieta. Non a caso, viene incluso nel novero dei supercibi.
Così come alcuni altri pseudocereali, l’amaranto è del tutto privo di glutine e si presta dunque ad essere inserito nell’alimentazione di chi soffre di celiachia e intolleranze.
La caratteristica forse più importante dell’amaranto è, però, la considerevole presenza di fibre, che si accompagna ad un’altissima digeribilità: due fattori che ne fanno una pietanza particolarmente adatta a chi lamenta disturbi di digestione e, in particolar modo, a chi deve convivere con la sindrome del colon irritabile.

L’amaranto è altresì ricco di sali minerali come calcio, ferro e fosforo. Si stima che 100 grammi di amaranto coprano il 33% del fabbisogno di calcio di una donna in menopausa e l’oltre 60% di una donna incinta.
La notevole presenza di proteine, inoltre, lo rende un alimento perfetto per chi segue diete sportive, per vegetariani e vegani. La facile digeribilità, la presenza di proteine e sali minerali, infine, fanno dell’amaranto un valido sostituto dei cereali anche per bambini e anziani.
Da un punto di vista strettamente nutrizionale, 100 grammi di amaranto presentano 60 grammi di glucidi, 16 grammi di proteine, 6 grammi di lipidi, 11 grammi di ferro, 490 milligrammi di calcio e 470 milligrammi di fosforo, per un totale di circa 340 calorie.


Amaranto: Consigli Per L’Uso

L’amaranto, come dicevamo, è ancora poco conosciuto. Tuttavia è possibile acquistarlo nei supermercati più forniti, nei negozi specializzati in alimenti destinati ai consumatori che soffrono di intolleranze alimentari e negli orti biologici.
L’amaranto va cotto in acqua bollente per un’ora circa (la proporzione è di due parti di acqua e una di amaranto). A cottura ultimata, i chicchi devono essere ancora croccanti.
Una volta cotto, l’amaranto tende ad assumere un aspetto pastoso, simile a quello della gelatina. Per migliorarne sia la consistenza che il sapore, piuttosto dolciastro, spesso viene cucinato insieme a farro, orzo o verdure. I chicchi possono essere anche tostati per ottenere una sorta di pop corn.
Per un pasto equilibrato, si sconsiglia di abbinare l’amaranto a cibi altamente proteici.

di Giuseppe Iorio



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