Frequenti attacchi d’ira, la salute ne risente

collera e rabbia

Vedersi sorpassati in modo azzardato da un altro automobilista oppure ricevere uno spintone tra la folla rappresentano piccole esperienze quotidiane che, specie quando si è particolarmente tesi e sotto stress, possono far perdere facilmente le staffe. Sebbene non sempre sia possibile mantenere la calma e l’autocontrollo, sarebbe preferibile farlo, perché ne va della nostra longevità.
È quanto sostengono gli esperti della Iowa State University, negli Stati Uniti, autori di una ricerca pubblicata sulla rivista “Social Science & Medicine”. Gli studiosi americani hanno svolto delle indagini per verificare se l’essere spesso preda di attacchi di ira potesse avere influenza sul rischio di morte prematura. E, stando alle analisi effettuate dagli autori della ricerca, si direbbe proprio che tale influenza esista.


I dati su cui gli studiosi hanno lavorato riguardavano un campione di 1307 soggetti di sesso maschile, di età compresa tra i 20 e i 40 anni all’inizio dello studio, monitorati per quasi quattro decenni, cioè tra il 1968 e il 2007.
Nei primi 5 anni di follow up, ai partecipanti è stato chiesto periodicamente quali fossero i propri livelli di rabbia, da indicare scegliendo una determinata opzione tra quelle presenti sul questionario.

Incrociando il dato relativo alla predisposizione all’ira con quello della durata della vita dei soggetti, si è scoperto come coloro che facevano parte del quartile (ossia del 25% del campione) più incline a inalberarsi corressero un rischio di morte precoce superiore di 1.57 volte rispetto a quello relativo al quartile composto dagli individui più imperturbabili.

“Non si tratta”, afferma la dottoressa Amelia Karraker, una delle autrici dello studio, “semplicemente di perdere le staffe ogni tanto. È normale avere una giornata negativa, o addirittura un anno in cui si è più irascibili. Chi ha un maggior rischio di morire prima è invece costantemente arrabbiato. La nostra domanda non fotografa la collera transitoria, ma una predisposizione a questo stato psichico”.
Dunque, il fatto di esprimere la propria collera non è un male in sé, purché si tratti di circostanze occasionali. I problemi nascono quando gli episodi si ripetono con notevole frequenza e quando l’ira non evapora rapidamente.


Gli autori dello studio spiegano la presenza di una correlazione tra tendenza alla rabbia e minore longevità facendo riferimento a processi di somatizzazione poco salutari, che possono determinare un’accelerazione del battito cardiaco e un aumento della pressione del sangue, con conseguenze facilmente immaginabili sulla salute cardiovascolare.
In ogni caso, la dottoressa Karraker e i suoi colleghi intendono approfondire l’argomento con un nuovo studio, che si avvarrà di questionari più specifici, tesi a definire meglio le varie caratteristiche della rabbia provata.

di Giuseppe Iorio



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