Regali di Natale, consigli dagli psicologi per fare buone scelte

Pensare a dei regali di Natale adatti a chi li riceverà, soprattutto quando se ne devono comprare molti e la fatidica data del 25 Dicembre si avvicina di giorno in giorno, può rappresentare un problema non proprio semplice da risolvere. Spesso subentra il timore di non riuscire a sorprendere il destinatario del dono, di regalare qualcosa di prevedibile e banale.
Così, un sito statunitense gestito da un team di psicologi, “Beyondthepurchase.org”, ha pensato bene di fornire ai propri lettori dei consigli utili relativi ad alcune strategie per la scelta dei doni che si sono dimostrate vincenti dopo essere state sottoposte al vaglio di studi scientifici.

In primo luogo, nella scelta del regalo è indispensabile dimostrare di conoscere la persona, in modo tale da comunicarle che lei è importante ai nostri occhi.
Il regalo dovrà essere personalizzato, pensato per il singolo destinatario. Difatti, le persone che vogliono comprare regali significativi per chi li riceve non donano mai la medesima cosa a due persone diverse, anche se le stesse non hanno legami tra loro e, dunque, non sussiste il rischio di essere, come dire, “scoperti”.


Il secondo aspetto di cui tenere conto è la praticità del regalo. Gli autori dell’articolo sottolineano come molte persone focalizzino la propria attenzione sulla desiderabilità del dono piuttosto che sulla sua concreta utilizzabilità.
In questo senso, uno studio pubblicato lo scorso anno sulla rivista “Journal of Consumer Research” ha dimostrato che, mentre chi donava tendeva a scegliere un voucher per una cena in un ristorante costoso e raffinato ma ubicato in località più distanti dalla casa del destinatario, chi riceveva il dono apprezzava maggiormente un ristorante magari meno esclusivo ma più semplice da raggiungere.
Dunque, bisogna mutare la prospettiva che, implicitamente, tendiamo ad assumere quando compriamo un regalo: non dobbiamo scegliere i doni pensando a quello che noi vorremmo regalare, ma a quello che il destinatario vorrebbe ricevere.

Altro suggerimento riguarda la possibilità di optare per oggetti realizzati a mano, che vengono considerati più preziosi sia da chi li acquista che da chi li riceve. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista “Journal of Marketing”, chi sceglie un regalo fatto a mano lo fa perché lo ritiene un modo di manifestare più compiutamente l’affetto per il destinatario del presente.

Privilegiare regali creati artigianalmente non deve però spingere ad essere troppo critici nei confronti dei doni più pubblicizzati e in sintonia con i trend del momento. Questo vale in particolare per le richieste dei bambini, che vengono influenzati dagli spot nelle proprie richieste dei doni natalizi.
Gli psicologi di Beyondthepurchase.org spiegano che gli oggetti posseduti dai bambini sono contraddistinti da “una componente sociale abbastanza marcata”. Il bambino, in sostanza, usa i giocattoli e gli altri oggetti ricevuti per poter accedere a un terreno comune dove stabilire una connessione con i suoi coetanei.


Ultimo consiglio degli psicologi è rappresentato da quella che viene definita “golden rule”, regola d’oro in fatto di doni: regalare esperienze invece che oggetti.
Stando alle conclusioni dei ricercatori della Wharton School at the University of Pennsylvania, chi riceve un regalo costituito da una nuova esperienza, come il biglietto di un concerto o di uno spettacolo teatrale oppure un viaggio, tende ad avvertire un legame più intenso con l’autore del dono. Questo accade anche quando autore e destinatario del regalo non condividono l’esperienza in questione.
Nel corso di approfondimenti su questo tema, è emerso che, quando si attende un regalo materiale e se ne riceve uno esperienziale, non si resta per niente delusi, mentre se ci si aspetta un dono esperienziale e si riceve un oggetto tangibile, si resta tendenzialmente contrariati.
Le diverse reazioni rispetto alle aspettative disattese inducono gli autori dell’articolo a sostenere che un regalo costituito da un’esperienza rappresenti una scommessa sicura.

di Giuseppe Iorio



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