Tristezza da Festività Natalizie, alcuni consigli per aggirarla

Alberi di Natale nelle piazze, vivaci addobbi nelle vetrine dei negozi, pacchetti regalo rivestiti di lucida carta rossa, un profluvio di panettoni, pandori, bottiglie di spumante, persone che sorridono serenamente e si abbracciano.
Gli spot pubblicitari augurano “Buone Feste a tutti!”; ma non tutti, a ben guardare, considerano le festività come giorni necessariamente allegri e spensierati. I giorni di festa possono anzi risultare, per molte persone, momenti densi di malinconia, di tristezza, persino di angoscia, se la propria disposizione d’animo non è delle più brillanti e si avverte l’obbligo sociale di condividere il clima di letizia e spensieratezza che Natale, Capodanno e le rispettive Vigilie “impongono”.


I giorni in cui si celebrano gli affetti familiari, l’amore per le persone care, i buoni auspici per il futuro possono sortire effetti opposti rispetto a quelli attesi, enfatizzando le emozioni negative. Si pensi, banalmente, a quanti hanno subito un lutto doloroso oppure alle persone che affrontano una separazione, un divorzio, la fine di una relazione sentimentale significativa.
In casi simili, i giorni di festa sono proprio quelli in cui si avverte ancor più nettamente l’assenza delle persone amate; a questo peso, si aggiunge anche la necessità di fare del proprio meglio per mettere da parte lo sconforto e simulare un inesistente buonumore, per non rovinare la gioiosa atmosfera che caratterizza queste ricorrenze.

Premesso che non esistono, ovviamente, soluzioni di semplice e immediata applicazione per cancellare il malessere psichico, più o meno profondo, che ciascuno può sperimentare in alcune fasi della propria vita, alcuni esperti suggeriscono delle strategie per rendere le festività meno complicate a tutte quelle persone che approfitterebbero volentieri di un varco temporale per saltarle a piedi pari.
Il Professor Roberto Pani, docente di Psicologia Clinica all’Università di Bologna, raccomanda di programmare con anticipo il da farsi nelle giornate festive, pensando a un modo originale per trascorrerle. Concedersi un buon libro potrebbe essere una valida opzione, in quanto la lettura dà sempre avvio a un proficuo dialogo interiore. Tuttavia, se ci sente particolarmente angosciati, è preferibile cercare la presenza di persone in grado di fornirci occasioni di distrazione.
Eventualmente, anche un viaggio potrebbe rappresentare un diversivo, ma bisogna evitare di partire da soli, perché il rischio è quelli di avvertire maggiormente la solitudine.

Il dottor Jeffrey Borenstein, presidente della Brain & Behavior Research Foundation, afferma che, quando si avvertono solitudine e mestizia, la tendenza è quella di isolarsi, in particolare durante le festività. Scelta controproducente, secondo l’esperto americano, che sostiene si debba invece fare uno sforzo per andare a qualche party o partecipare alle riunioni di famiglia, tentando così di cogliere l’importanza dei nostri legami familiari e amicali.
Se c’è qualcosa che non bisogna assolutamente fare, quel qualcosa è cercare sollievo negli alcolici. Le conseguenze, come spiega il dottor Borenstein, sarebbero deleterie, in quanto l’alcool può avere effetti depressivi, incrementando l’ansia e la disperazione.
Invece, è altamente raccomandabile approfittare del maggior tempo libero per praticare dell’attività fisica, che stimola il rilascio delle endorfine, contribuendo a migliorare il tono dell’umore.


Infine, si potrebbe provare a fare qualcosa di utile per gli altri, ad esempio collaborando con qualche associazioni di volontariato e solidarietà, in modo da ottenere un doppio beneficio: mettere da parte, almeno temporaneamente, i propri problemi personali e, allo stesso tempo, sperimentare sensazioni positive nel percepire di poter essere utili a chi vive in condizioni di particolare disagio.

di Giuseppe Iorio



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