La Dieta Macrobiotica

La Dieta Macrobiotica si basa sui principi di un sistema filosofico, la macrobiotica, che nasce in Oriente e che vede l’universo dominato da forze opposte e complementari.
I principi della macrobiotica (il termine deriva dalle parole greche makros, ossia “grande”, e bios, cioè “vita”) hanno lo scopo di fornire all’uomo la chiave di volta per trovare l’equilibrio con il cosmo, così da poter vivere a lungo e in buona salute.
Questa disciplina considera il regime alimentare seguito come un elemento essenziale per assicurare una perfetta armonia tra corpo e mente, mantenere l’organismo sano e raggiungere il peso forma.
I benefici che i fautori della dieta macrobiotica attribuiscono alla stessa hanno reso questo approccio all’alimentazione molto popolare anche in Occidente. In particolare, da sottolineare gli studi di George Oshawa, che analizzò con molta attenzione la dieta tipica dei monaci buddisti e si adoperò per diffondere i risultati del suo lavoro sia negli Stati Uniti che in Europa.


Dieta Macrobiotica: Cibi Yin e Cibi Yang

Il concetto cardine di questo approccio alla dieta è rappresentato dalla ricerca del corretto equilibrio tra Yin e Yang, i due principi opposti e complementari sui quali si basa l’universo.
Anche gli alimenti possono essere suddivisi in due categorie. Da un lato, i cibi Yin, acidi, dolci, freddi e grassi, come il latte, lo yogurt, la frutta, le spezie, il tè; dall’altro, i cibi Yang, alcalini, salati, caldi, come carne, pesce, uova.
Secondo i principi della macrobiotica, un consumo ben regolato di queste due categorie di cibi, unitamente a un apporto adeguato di alimenti considerati “naturalmente bilanciati”, come legumi, cereali e semi oleosi, garantisce longevità e benessere fisico e psichico.

Dieta Macrobiotica: i Cibi da Preferire e quelli da Evitare

Premesso che per seguire la dieta macrobiotica è opportuna la consulenza di un esperto capace di suggerire un menù che metta al riparo dal rischio di carenze nutrizionali, possiamo indicare, a grandi linee, alcuni delle caratteristiche di base di questo tipo di alimentazione.

La dieta macrobiotica favorisce il consumo di cibi che provengono da allevamenti e da coltivazioni naturali.
Per mangiare in modo equilibrato, è opportuno che il pasto sia costituito da cereali integrali a chicchi (riso integrale, mais, orzo, farro, miglio) per il 50%, da un 30% di verdure di stagione, sia crude che cotte, da un 10% di proteine vegetali, come quelle presenti nei legumi o, più occasionalmente, da proteine animali, come quelle del pesce o delle carni bianche, infine dal 10% di alghe e frutta fresca o secca.
I condimenti consentiti sono rappresentati da olio di oliva, salsa di soia e sale marino integrale.

Questo approccio dietetico esclude in modo tassativo tutti i cibi industriali, lo zucchero bianco e i dolci che lo contengono. Anche il miele e lo sciroppo d’acero vanno evitati, in quanto prodotti sottoposti a processi di raffinazione.
Non sono in linea con i principi della macrobiotica nemmeno i latticini, le carni rosse, le uova e il caffè. Inoltre, sono sconsigliati i pomodori, i peperoni, le patate e le melanzane, verdure considerate poco salutari perché ricche di alcaloidi.


Dieta Macrobiotica: Cottura

Per quanto concerne i metodi di cottura, quelli da preferire sono la cottura al vapore e quella alla griglia. Tra i metodi di cottura tipici della cucina macrobiotica, va citato il Nituke, perfetto per le verdure. Questo metodo consiste nel tagliare finemente le verdure, versarle in una pentola bassa a fondo spesso, dotata di coperchio, dove nel frattempo si è fatto scaldare leggermente poco olio, saltarle per qualche minuto, girandole a fuoco alto, infine aggiungere del sale marino integrale e mettere il coperchio alla pentola, dopo aver abbassato la fiamma al minimo.

Molto importanza, infine, rivestono anche l’ambiente in cui si mangia, che dovrebbe essere tale da garantire un pasto rilassato, e le modalità di masticazione, che dev’essere lunga e lenta, per consentire di gustare il cibo in modo più soddisfacente e di digerirlo meglio.

di Giuseppe Iorio



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