Diabete, una nuova terapia da somministrare con una “penna”

Contro il diabete di tipo 2, sarà presto disponibile una nuova terapia sicura, efficace e pratica. Si tratta di un piccolo dispositivo da usare una volta a settimana, una sorta di penna caricata con una sostanza chiamata “dulaglutide” (un principio attivo della classe degli agonisti del recettore del GLP1), che permetterà di tenere sotto controllo i valori della glicemia.
Questo dispositivo, prodotto in Italia da Ely Lilly, è di utilizzo estremamente semplice: non occorre far altro che rimuovere il cappuccio, collocare la penna in posizione perpendicolare rispetto all’addome e premere un piccolo pulsante.


Il professor Francesco Giorgino, docente di Endocrinologia all’Università Aldo Moro di Bari, spiega che diversi studi a lungo termine hanno dimostrato come il dulaglutide si sia rivelato più efficace nel controllo della glicemia rispetto ad altre terapie ipoglicemizzanti orali e anche rispetto all’insulina.
“Le linee guida, alla diagnosi di diabete tipo 2” afferma l’esperto, “danno la metformina come terapia di elezione, insieme a dieta e attività fisica, perché questo farmaco è efficace, costa poco e non ha effetti collaterali importanti. Ma, negli studi di confronto con il dulaglutide, quest’ultimo ha dimostrato maggiore efficacia, inoltre fa perdere peso e si utilizza una sola volta alla settimana rispetto alle 3 compresse al giorno di metformina”.

Chi potrà trarre benefici da questa nuova terapia? Tutti i pazienti che, pur seguendo una dieta appropriata, svolgendo attività fisica e assumendo ipoglicemizzanti orali, non riescono a tenere sotto controllo la glicemia.
Secondo le stime correnti, in Italia sarebbero circa un milione i soggetti che rispondono alle caratteristiche appena descritte, tutti esposti al rischio di serie complicanze a causa dell’insufficiente compenso glicemico raggiunto.

Come si diceva sopra, la somministrazione del farmaco va effettuata una sola volta a settimana, quindi quattro volte al mese. La ridotta frequenza delle somministrazioni, unitamente alla praticità delle stesse, dovrebbe rendere la terapia facilmente gestibile anche per le moltissime persone restie ad assumere i farmaci.
Una categoria di pazienti, quest’ultima, sorprendentemente ampia. Basti pensare che, dei due milioni di diabetici italiani a cui è stato prescritto un trattamento a base di ipoglicemizzanti orali, la metà non segue la terapia in modo corretto.
Anche i pazienti in terapia con l’insulina non riescono a essere sempre costanti, e una o più volte a settimana trascurano la dose giornaliera da assumere. Addirittura, un paziente su quattro abbandona la terapia, con il conseguente elevato rischio di andare incontro a complicanze.


Dal momento che vari studi hanno stabilito che minore è la frequenza di somministrazione di medicinali e maggiore è l’aderenza alla cura da parte dei pazienti, la speranza degli esperti è che l’innovativa penna possa dare a una percentuale significativa di pazienti la possibilità di accettare la terapia e seguirla correttamente, in modo da ridurre complicanze, ricoveri ed eventi avversi provocati da un diabete gestito in modo inadeguato.

di Giuseppe Iorio



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