Vivere nelle aree verdi aumenta la longevità

La vita nelle metropoli e nelle grandi città contemporanee impone ritmi di vita molto frenetici e, almeno in linea generale, provoca un certo carico di stress. Del resto, il traffico, i luoghi affollati, i rumori provenienti da qualsiasi angolo delle strade non aiutano di certo a rilassarsi.
Come è facilmente intuibile, gli elementi sopra citati incidono negativamente sulla salute, sia quella fisica che quella psichica. Viceversa, vivere a contatto con la natura, abitare in aree dotate di una vegetazione più consistente, favorisce il benessere e aiuta lo stato di salute generale, aumentando la longevità.
Non a caso, esiste una forma di terapia, chiamata appunto “eco-terapia”, che si basa sul ristabilire un contatto con la natura: al paziente viene suggerito di passeggiare in boschi e giardini, sedersi accanto a un fiume per contemplare l’acqua che scorre oppure praticare il giardinaggio.


Uno studio molto accurato

Sicuramente, non mancano studi scientifici che hanno provato l’esistenza di una correlazione tra vita a contatto con la natura e migliori condizioni di salute psico-fisica. Ma quello portato a termine dai ricercatori della Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston è particolarmente significativo per la vastità del campione monitorato, rappresentato da più di 108 mila donne, e per la durata del periodo di osservazione, dal 2000 al 2008.
Altro elemento che rende questa ricerca decisamente attendibile è rappresentato dall’accuratezza delle valutazioni relative alla quantità di spazi verdi presenti nelle zone abitate dai soggetti. Difatti, le aree di residenza dei soggetti sono state visualizzate tramite immagini satellitari e quindi, a differenza di quanto accaduto in altri studi simili, gli autori dello studio non si sono affidati alla valutazione soggettiva dei partecipanti.
I dati sui quali hanno lavorato gli esperti dell’ateneo americano sono stati ottenuti dal programma di ricerca “Nurses’ Health Study”, mentre le conclusioni dello studio sono apparse sulla rivista “Environmental Health Perspectives”.


Meno malattie respiratorie e tumori

Esaminando le informazioni raccolte, gli autori dello studio hanno potuto osservare che, presso le donne del campione che vivevano in aree con vegetazione più folta, si registrava una riduzione dei tassi di mortalità del 12%.
Entrando più nello specifico, i ricercatori hanno verificato, sempre relativamente alle donne che risiedevano in zone più verdi rispetto a quelle che vivevano nelle aree più cementificate, una notevolissima diminuzione del numero dei decessi causati da malattie respiratorie, ossia il 34% in meno, e una non trascurabile riduzione della mortalità dovuta a patologie oncologiche, cioè il 13 in meno.

Secondo gli autori dello studio, le ragioni di questi evidenti benefici sulla salute sono da ricercarsi in vari fattori. Anzitutto, com’è ovvio, sussiste una minore esposizione allo smog e alle polvere sottili che rendono poco salubre l’aria delle zone più urbanizzate.
Ma, oltre all’aria più pura, chi vive in aree dotate di vegetazione più diffusa può giovare anche di una minore incidenza di problemi di depressione (-30%) e di maggiori possibilità per praticare attività fisica e per sviluppare rapporti sociali più appaganti.

di Giuseppe Iorio



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