La Pasta fa ingrassare? Uno studio risponde di no

Una delle più comuni convinzioni in ambito dietetico riguarda gli effetti della pasta sul girovita. Spaghetti, fusilli, rigatoni, pennette e tutte le altre tipologie di pasta, in virtù dell’apporto calorico elevato e dell’indice glicemico medio-alto, sono considerati alimenti che fanno ingrassare, soprattutto quando si abbonda con le porzioni.
Questo principio viene adesso messo in discussione da un team di ricercatori del Dipartimento di Epidemiologia dell’IRCSS Neuromed di Pozzilli, in provincia di Isernia, i quali sostengono che, invece, il consumo di pasta non determinerebbe un incremento del peso corporeo. Al contrario, ed è questo l’aspetto più sorprendente della ricerca, gli studiosi italiani affermano che mangiare pasta aiuterebbe a tenere il peso sotto controllo.

“I nostri dati”, spiega il dottor Giuseppe Pounis, autore principale dello studio, “mostrano che godersi la pasta in base alle esigenze degli individui contribuisce a un indice di massa corporea sano, a una ridotta circonferenza del punto vita e una migliore rapporto vita-fianchi“.
Prima di passare alla descrizione della ricerca, è doveroso precisare che la stessa è stata parzialmente supportata dalla Barilla.


L’analisi dei dati di oltre 23 mila persone

Lo studio in questione è stato pubblicato sulle pagine della rivista “Nutrition and Diabetes” e si è avvalso dei dati relativi a due precedenti ricerche: il Progetto Moli-sani, che ha coinvolto circa 14 mila persone residenti in Molise, con l’obiettivo di indagare sui fattori genetici e ambientali alla base di tumori e malattie cardiovascolari, e il Progetto INHES (Italian Nutrition & Health Survery), che ha raccolto informazioni relative alle abitudini alimentari di oltre 9 mila italiani residenti in varie regioni.

Analizzando i dati raccolti, gli studiosi hanno osservato che un consumo di pasta adeguato al proprio fabbisogno calorico risultava associato a un indice di massa corporea più basso. Questo fenomeno veniva rilevato in particolar modo nei soggetti di sesso femminile, pur essendo rintracciabile anche negli uomini.


Quanta pasta mangiare?

Dopo aver ribadito quanto la dieta mediterranea sia importante per la nostra salute, la dottoressa Lucia Iacoviello, responsabile del Laboratorio di Epidemiologia Molecolare e Nutrizionale del Neuromed, spiega che la pasta, così come il pane o il riso, sono carboidrati complessi, quelli definiti “buoni”, e rappresentano dei principi nutritivi fondamentali dato che forniscono al nostro organismo l’energia necessaria per poter funzionare.
Per questo motivo, eliminare totalmente la pasta dal proprio regime alimentare rappresenta un errore. “La pasta si può e si deve mangiare”, spiega l’esperta, “ma con moderazione ed equilibrio”.

Come quantificare la moderazione e l’equilibrio appena richiamati dall’esperta? Secondo la dottoressa Iacoviello, la quantità di pasta da consumare ogni giorno dovrebbe soddisfare il 10% del fabbisogno calorico quotidiano. Dunque, in media, 55 grammi al giorno di pasta per le donne, 70 grammi per gli uomini.

di Giuseppe Iorio



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