Lo Shinrin-yoku, un salutare “bagno nella foresta”

Se ci chiedessero di elencare i tratti distintivi della vita urbana, probabilmente le parole più comuni sarebbero “traffico”, “rumore”,” inquinamento”, “folla”. Se, invece, la richiesta fosse quella di descrivere un bosco, il nostro scenario mentale muterebbe immediatamente, e si delineerebbe un luogo solitario, disteso, fresco e rigenerante.
Forse la spaccatura tra i due ambienti è sin troppo netta, eppure è innegabile che, di tanto in tanto, allontanarsi dal caos cittadino per immergersi nel verde di un bosco, o almeno di un parco ricco di vegetazione, rappresenti una boccata di ossigeno, in senso letterale e metaforico.


Shinrin-yoku: Origini e Principi

In Giappone, un’immersione totale nei boschi tesa a favorire il benessere di corpo e mente viene definita “Shinrin-yoku”, espressione che si può tradurre come “fare il bagno nella foresta”.
Lo Shinrin-yoku si diffonde nel Paese del Sol Levante nel corso degli anni Ottanta, quando il Ministero dell’Agricoltura, delle Foreste e della Pesca promuove le lunghe passeggiate nelle aree ricche di vegetazione come forma di terapia alternativa.
Successivamente, la curiosità di sperimentare questa pratica sorvola l’oceano Pacifico per approdare in California; qui lo Shinrin-yoku diventa piuttosto popolare grazie alla scuola di Ben Page, docente che insegna ai suoi allievi il modo corretto per interagire con la natura in ottemperanza ai dettami di questo metodo.

Secondo i principi dello Shinrin-yoku, non ci si deve solo limitare a passeggiare in un bosco, ma occorre entrare in connessione reale con lo spazio circostante. Per farlo, è necessario stabilire un rapporto armonico con l’ambiente visitato, ascoltandone attentamente i suoni, respirando profondamente per assorbirne i profumi e, infine, riempiendo lo sguardo con tutte le sfumature di colore offerte dalla vegetazione.

Shinrin-yoku: Benefici

Il bagno nella foresta è stato oggetto di numerose ricerche scientifiche. Tra queste, va citato anzitutto uno studio realizzato da un team di esperti della Chiba University, in Giappone, che ha coinvolto complessivamente 280 soggetti, con esperimenti svolti in ben 24 aree forestali diverse.

Per ciascuna delle aree forestali prescelte, è stato realizzato un test durato due giorni e al quale hanno partecipato 12 individui. Il primo giorno, 6 soggetti hanno passeggiato in una foresta, mentre gli altri 6 sono andati in giro in un’area urbana; il giorno successivo, i due gruppi hanno scambiato il proprio percorso.
Dopo aver effettuato diverse analisi, i ricercatori hanno potuto osservare come le passeggiate nella foresta avessero avuto effetti fisiologici evidenti nei partecipanti, rallentandone il battito cardiaco e determinato una diminuzione dei loro livelli di pressione arteriosa, colesterolo e cortisolo, il noto ormone dello stress.

Altri studi portati a termine da ricercatori di varie atenei occidentali hanno messo in evidenza una relazione tra Shinrin-yoku e riduzione della tensione, dello stress e dei sintomi depressivi.


Shinrin-yoku: Dove Praticarlo

Quanto agli spazi per praticare lo Shinrin-yoku, gli esperti suggeriscono di visitare boschi e oasi naturalistiche, in modo da poter ritrovarsi in un ambiente che favorisca un’immersione completa nella natura.
A tal proposito, potreste prendere in considerazione una visita in una delle oltre 100 oasi gestite dal WWF presenti sul territorio italiano. Si tratta di aree naturali protette che rappresentano strumenti indispensabili per tutelare la biodiversità. Ci sono oasi in ogni regione, potete cercare quella che fa al caso vostro consultando questa mappa.

Tuttavia, quando non è possibile recarsi in un’area prettamente boschiva, si può ripiegare anche su un parco presente nella propria zona di residenza. L’entità dell’azione terapeutica non sarà la stessa, ma si potranno egualmente ottenere benefici psicofisici dalla passeggiata a contatto con la natura.

di Giuseppe Iorio



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