Correre dopo lo studio aiuta a memorizzare le informazioni

Se dovete studiare per sostenere un esame, o qualsiasi altra prova, ma avete difficoltà a memorizzare quello che leggete, provate a fare una corsa subito dopo aver chiuso i vostri libri. In questo modo, le informazioni che intendete assimilare potranno fissarsi nella memoria in modo più saldo.
Questo è quanto sostengono i ricercatori della University of Applied Sciences Upper Austria, con sede a Wels, in Austria, che hanno di recente pubblicato le conclusioni di un loro studio sulla rivista “Cognitive Systems Research”.
I ricercatori austriaci, guidati dal dottor Harald Kindermann, hanno effettuato una serie di test che dimostrano come una moderata attività fisica successiva allo studio permetta di ricordare meglio quanto appena appreso.


Test su 60 persone

I test sono stati svolti su 60 soggetti di sesso maschile, con età compresa tra i 16 e i 29 anni. Nella prima fase dell’esperimento, i partecipanti hanno dovuto memorizzare una serie di dati, come un itinerario su una mappa e alcune coppie di parole in tedesco e in turco. Nella fase successiva, i soggetti sono stati suddivisi in tre gruppi: le persone che facevano parte del primo gruppo hanno fatto una corsa, quelle del secondo gruppo sono stati invitati a giocare con un videogame di genere “sparatutto”, quelle del terzo gruppo sono state invece lasciate per un po’ di tempo all’aria aperta, senza svolgere alcuna attività specifica.
Infine, tutti i partecipanti sono stati sottoposti a delle verifiche per stabilire quante informazioni fossero riusciti a memorizzare.

Sì alla corsa, no ai videogiochi

I soggetti che avevano corso sono stati quelli in grado di ottenere i risultati migliori; addirittura i loro ricordi si sono rivelati più precisi dopo la corsa che non prima.
Che l’attività fisica avesse giovato all’assimilazione delle informazioni lo hanno dimostrato anche i risultati del gruppo di controllo (coloro che erano rimasti all’aperto senza svolgere alcuna attività), peggiori rispetto a quelli ottenuti dai partecipanti che avevano corso.
L’effetto dei videogame violenti si invece è dimostrato particolarmente deleterio per l’assimilazione delle informazioni, visto che i partecipanti invitati a giocare al computer hanno ottenuto punteggi nettamente più bassi nelle prove di verifica rispetto a quelli degli altri due gruppi.

Gli autori dello studio ipotizzano che le conseguenze negative sull’apprendimento derivanti dai videogame possano derivare dal processo di immersione completa nell’ambiente minaccioso e dallo stress psicologico che tali videogiochi provocano. Pertanto, il cervello sembra concentrarsi completamente sull’esperienza videoludica, mettendo da parte le informazioni apprese in precedenza.


Forse implicato il cortisolo

Per quanto riguarda invece i benefici dell’attività fisica sui processi di apprendimento e memorizzazione, gli autori dello studio ritengono che una possibile spiegazione possa essere data dai livelli di cortisolo, noto anche come “ormone dello stress”, che aumentano dopo aver compiuto degli sforzi fisici. Tuttavia, il dottor Kindermann e i suoi collaboratori sottolineano che il legame tra livelli di cortisolo e prestazioni della memoria è controverso, quindi occorreranno ulteriori approfondimenti sul tema.

Nell’attesa di future indagini, gli autori dello studio sono già convinti della validità del loro lavoro. “I nostri dati” afferma il dottor Kindermann, “dimostrano che giocare ai videogame non aiuta l’apprendimento. Invece, per i giovani, e molto probabilmente anche per gli adulti, è consigliabile praticare dell’attività fisica moderata dopo aver studiato”.

di Giuseppe Iorio



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